Il problema del competitor

13568762_530704597119762_8387001221998802171_oPrima del competitor sul prodotto.

Stamattina riflettevo su uno dei problemi piu dannosi che abbiamo da sempre, in continuazione: Il problema del competitor.
La mamma con il figlio maschio quando si fidanza o si sposa, il padre con la figlia quando qualcuno gli “ruba” il suo tesoro in favore di un pivello appena sbarbato, una nuova arrivata in ufficio, un nuovo soggetto da formare e tanti, molteplici altri scenari.
Io sono la piü stanca di tutti. Queste cose ormai mi scivolano come l’acqua. Mi dispiace per chi si trova nel mezzo e chi mi ha perso, questo si.
Perché valevo qualcosa anche io.

Mi dispiace chi deve attraversare questo turbine. In qualsiasi ruolo si trovi.
L’amore, é un’altra cosa.

Ogni tanto fermarsi. Soffermarsi.

Il lavoro di recupero dei miei dati e del mio DNEnd , chiamiamolo così, lavorativo, fisico ed emotivo e si è rivelato più complesso e lacerante del previsto. A volte vorrei tanto che questo fosse solo uno dei tanti esami che gettavo nel canestro del libretto quando ero più giovane. Ma sfortunatamente non è così. E non può essere tale. L’idea che tutto questo sia da una parte di portata “pubblica”, perché comunque il Web, in parte, resta tale, e dall’altra, in parte, si presenti come un costante lavoro di cesellatura, mi fa ancora sempre male e lascia dei punti di analisi. Ma questa lunga parentesi ha il suo termine.

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Didascalia della gif. “Certo che se cerchi disperatamente di appiccicarti come un koala alla mamma vuol dire che stai soffrendo proprio tanto”.

Ma tanto, parecchio.