Caro Babbo Natale (come se tu potessi esistere)

Caro Babbo Natale (come se tu potessi esistere)

Auguri.
Sul serio. Anche se odio scrivere gli auguri. Gli auguri sono imbarazzanti. Non sai mai qual’è la formula giusta.

Non pecco di superbia stavolta se ti dico che quest’anno se vado a confessarmi ho solo un peccato, anzi due. La poca pazienza e la mia indiscussa capacità di mettere il muso.

Per il resto, vedi te. Ma penso di essere esemplare. Le corna ce le ho pronta per fare da renna anche io. Anche se preferisco il ruolo di Befana.

A me manca tutto. E ho tutto. E ringrazio il cielo per una marea di cose. Quindi fai tu. Ah. Lo sai che mi perplime anche l’amore di un compagno. Anche perchè così, svuotata, mi chiedo davvero che senso ho, cosa servo a fare io. Se non in funzione di questo. Che senso ha una donna se non in funzione dell’accrescimento personale e potenza della propria metà? Ci sto lavorando. Ma odio, si, chi se n’è andato lasciandomi in balia di tutto questo.

So che dovrei scriverti qualcosa di più maturo sulla pace nel mondo o le vicissitudini di Aleppo. Ma qui, posso e voglio parlarti solo di me.

Grazie della salute. Anche se in questo periodo sono molto provata; ma sono stata una superfiga a reggere il peso della quotidianità. Io francamente su questo mi faccio una marea di complimenti da sola.