Sul caso e la coincidenza

«La nostra vita quotidiana è bombardata di coincidenze o, per meglio dire, da incontri fortuiti tra le persone e gli avvenimenti chiamati coincidenze. Una co-incidenza significa che due avvenimenti inattesi avvengono contemporaneamente, si incontrano: Tomas appare nel ristorante proprio mentre la radio suona Beethoven. La stragrande maggioranza di queste coincidenze passa del tutto inosservata. Se al tavolo del ristorante al posto di Tomas si fosse seduto il macellaio dell’angolo, Tereza non avrebbe notato che la radio suonava Beethoven (…) L’amore nascente ha acceso in lei il senso della bellezza, e quella musica lei non la dimenticherà mai più. Ogni volta che la sentirà sarà commossa. Tutto ciò che accadrà intorno a lei in quell’istante, apparirà nell’alone di quella musica e sarà bello (…) Questa composizione simmetrica, nella quale un identico motivo appare all’inizio e alla fine, può sembrarvi molto “romanzesca”. Si, sono d’accordo, ma a condizione che la parola “romanzesca” non la intendiate come “inventata”, “artificiale”, “diversa dalla vita”. Perché proprio in questo modo sono costruite le vite umane.

Sono costruite come una composizione musicale. L’uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi ad iscriversi nella composizione della sua vita. Ad esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone come fa il compositore con i temi della sua sonata (…) L’uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento.

Non si può quindi rimproverare al romanzo di essere affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze, ma si può a ragione rimproverare all’uomo di essere cieco davanti a simili coincidenze nella vita di ogni giorno, e di privare così la propria vita della sua dimensione de bellezza”.

“L’insostenibile leggerezza dell’essere”, Milan Kundera.